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Un sogno chiamato SolowomenRun

Avete presente quel momento in cui, chiudendo gli occhi, state per addormentarvi e la mente vi porta in una dimensione che potremmo definire pre-onirica? Non stiamo ancora davvero sognando ma ci lasciamo trasportare e cullare dalle fantasie più recondite mentre la nostra immaginazione si libra ed incomincia a viaggiare tra i desideri più utopici.
 
Ecco, forse questo potrebbe descrivere in parte ciò che ho provato io il 5 Marzo 2017 mentre varcavo le porte dello stadio di atletica leggera Riccardo Santoru e percorrevo gli ultimi 200 metri che mi separavano dal traguardo tra le urla dei centinaia di presenti e la voce dello speaker che ripeteva il mio nome scandendolo come un mantra. 
 
Sono stati 10 Km di corsa serrata, di vento, di grinta ma soprattutto sono stati 10 km di unione, solidarietà e condivisione.
 
Ho dato tutto e ho vinto si, ho tagliato per prima il nastro ed è stato fantastico! Lo urlerei ancora tra le lacrime.
 
Da atleta, da trainer ma in particolare semplicemente da donna, ciò che ancora oggi mi fa emozionare se solo ci ripenso, è stato il fatto che ho avuto, in un certo senso, l'onore di guidare quell'immenso e anacronistico fiume di meravigliose mamme, figlie, amiche, nonne e persino bimbe. Mi sono sentita parte di qualcosa...
Non so bene cosa fosse ma di sicuro non ero sola in testa (biker apripista a parte). Eravamo 5000 cuori e polmoni che spingevano un solo paio di gambe!
 
Ricordo bene la fatica che incalzava nei tratti controvento di Viale Diaz, e ricordo altrettanto bene la spinta che ricevevo da ogni atleta che incrociandomi mi urlava: "Forza Sara!", "Grande!" e tante altre cose che non capivo ma che sapevano tanto di incitazioni.
 
In tutta onestà devo ammettere che ci sono centinaia di gare alle quali iscriversi con ambizioni da personale e di vittoria magari, da atleta lo so bene, ma questa gara, ragazze, non è per la gloria, non è per l'agonismo nudo e crudo, nè per il curriculum Fidal.
È piuttosto per il puro e semplice piacere di correre perchè ci và di farlo, per i sorrisi di ognuna di noi, per una giornata diversa da condividere con la migliore amica. Perchè siamo parte di un mondo che il più delle volte ci ricorda che uniformarsi è cosa buona e giusta, che nulla di straordinario può accadere, perchè lo sport è roba da uomini, perciò perchè provarci?
 
Beh, che posso dirvi io?
La mia esperienza dimostra l'esatto opposto! Sono una donna come tante che un giorno ha indossato le scarpe da running, ha iniziato a correre e sta ancora correndo.
 
Cosa vi serve ancora per convincervi a provare con la prossima edizione?
 
La SolowomenRun dovrebbe diventare un appuntamento mensile, perchè in un giorno solo riesce ad unire migliaia di donne che secoli di storia hanno invece contribuito a separare; e poi è divertente!
 
Non sta certo a me propinarvi il pippone della solidarietà femminile, non è mia intenzione e non ne sono in grado, sebbene ne sia una grande sostenitrice.
Queste poche righe si ripropongono in realtà di raccontare in modo sincero e umile, spero, un sogno che non avrei mai creduto di poter realizzare e che invece ho, non solo realizzato, ma vissuto nel più fantastico dei modi grazie a tutte voi amiche.
Grazie per essermi state accanto ogni metro ognuna a modo suo e grazie a chi ci sarà anche quest'anno!
 
Infine, grazie all'immensa passione che si respira nell'organizzazione della SolowomenRun.
Voi regalate sogni!

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