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Lo Zen e l'arte della corsa

Sulla corsa si è scritto di tutto. Più o meno come per la cucina, dove ogni cuoca ha i suoi personalissimi segreti e crede di essere depositaria di verità inconfutabili.

E anche sulla corsa, ci sono libri e libri. I manuali di self-help, che offrono decaloghi per affrontare con successo ogni situazione -senza arrivare all’essenza- e quelli capaci di regalarti una sorpresa.

Lo Zen e l’arte della corsa di Larry Shapiro è uno di questi, di quelli che si fissano sulla pelle come un tatuaggio e spianano una via.

Lo zen applicato al running è metafora della vita.

La corsa (ad un certo punto anche i runners meno assidui lo capiscono) non è che metafora della vita. C’è il tratto facile, il momento in cui corri spedito e ti senti il padrone del mondo, e c’è la parte pesante, quella che non vorresti proprio affrontare ma che il caso ti ha messo di fronte. C’è il momento in cui ti senti inadeguato o senza forze e vai in retrospettiva al “ma chi me l’ha fatto fare?”. E poi ci sono gli ostacoli;  a volte li affronti con determinazione, senti di poterli “macinare”, a volte (la maggior parte) sembrano macigni insormontabili, messi in fila quasi come in una candid-camera. La vita, ogni giorno, è questo. Così come la corsa. Un lavoro quotidiano fatto di determinazione, tenacia, conoscenza di se stessi e dei propri limiti. Ma anche valorizzazione dei propri talenti, dell’impegno e raggiungimento di risultati. Piccoli o grandi, ma pur sempre frutto del nostro lavoro. Senza fortuna, senza aiuti, senza alibi.

La Via Zen

Non c’è bisogno di ripercorrere le origini della filosofia Zen per capire che si tratta di insegnamenti millenari che aiutano ad affrontare il presente, dandoti una chiave per comprenderlo. Non c’è bisogno di correre per sapere che nel percorso che scegliamo per noi stessi, ogni cosa è mutevole e ogni imprevisto, naturale. Nel senso di appartenente alla Natura, all’esistere e di essere parte di un flusso.

E allora, Shapiro ci ricorda che:

- le difficoltà servono a renderci più forti e consapevoli

- non siamo ciò che siamo stati, ma solo ciò che facciamo in ogni preciso istante

- il fallimento può essere il più prezioso degli insegnamenti

- non si possono controllare gli eventi; si può accettare di assecondare il flusso, imparando la resilienza.

Vivere “di corsa”

Se non corri e ti hanno regalato il libro, non pensare che sia stato pescato a caso nello scaffale di una libreria new age. Lo Zen e l’arte della corsa è un libro sulla vita, non sulla corsa. Come si possono affrontare i chilometri con i muscoli e con il fiato, così puoi fare lo stesso con il percorso che ti crei da solo: con volontà, entusiasmo, spingendo il tuo limite ogni giorno un po’ più in là. Scoprirai che applicando al quotidiano la visione che il runner ha della sua strada, la tua prospettiva può cambiare in maniera tangibile e gli ostacoli saranno uno stimolo.

Correre con la testa

Se corri e pensi di aver letto già tutto, beh..qui sta l’errore. Perché forse non sai che si può correre in maniera diversa, oltre che con le gambe. Per riuscire a correre in condizioni meteorologiche pesanti, con il sole a picco o sotto la pioggia d’inverno, per preparare una maratona o per ricominciare dopo un infortunio, serve la testa e uno sparring partner d’eccezione: l’altro te, quella voce dentro di te che sa che puoi farcela e che ti piace mettere a tacere, quando vince l’indulgenza verso te stesso.

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